Calciobalilleide

Calciobalilleide

Gioco vintage per eccellenza, ha caratterizzato le spiagge, gli oratori e i bar per decenni. Finché ci sono state spiagge oratori e bar.
Un giorno è avvenuta la sostituzione. Di notte probabilmente. Un giorno di notte la Spectre del Bel Paese ha tolto i calciobalilla sostituendoli coi videogiochi. L’invasione è iniziata proprio dagli Space Invaders, anzi coi vari Ping pong e Pac Man, ossia palle scagliate contro muri da demolire o dotate di bocca ingordissima che si mangiava gli ostacoli.
Per un po’ i calciobalilla hanno resistito a fianco dei cugini elettronici, ma non c’era storia. I giocatori in piedi, sudati, stanchi, sempre in due e preferibilmente quattro, hanno ceduto il passo ai cugini appollaiati su un trespolo, immacolati e single.
E il flipper?
Essendo una via di mezzo, ha resistito di più. Si è ammodernato, cambiando look, presentandosi con doppi pulsanti, percorsi a castello, due palle alla volta, tronfie colonne sonore. Ma poi ha ceduto il passo anche lui.
Anche il cinema ha raccontato questa evoluzione.
Nella versione cinematografica di Tommy, l’opera rock degli Who,
c’è un giocatore di flipper straordinario, Pimball Wizard, mentre qualche anno dopo in Tron, è un videogioco ad essere al centro dell’attenzione, tanto che i protagonisti ci finiscono dentro.
Jumanji è invece una parentesi fantasy, una specie di monopoli-mondo parallelo
E in Harry Potter la partita a scacchi coinvolge direttamente i giocatori.
È la fase immersiva del gioco, che non si gioca più da fuori con manopole o pulsanti, ma dentro.
Oggi puoi giocare in tempo reale con un commercialista cingalese e un gruppo d’ascolto svizzero a uno dei qualsiasi giochi senza fine che hanno sostituito il mondo con un altro mondo da cambiare a scelta.
Agonismo zero. Non si suda. Non si rischia che una pallina ti schizzi addosso rompendoti gli occhiali. Non fai tardi a casa: sei già a casa.

Pier Giuseppe Cavalli

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Che non è solo un elenco di oggetti smarriti, o la descrizione di ciò che abbiamo visto, ma anche la cronaca di scoperte avventurose, alberghi tira a campare, strade muy pericolose, corride e flamenco, alcazar e mari cristallini, stanze sospette e musei surreali. E a proposito di surrealtà ci sono dialoghi, che alcune volte avrebbero potuto uscire dai baffi di un Dalì ubriaco.

 

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