E’ più potente di quel che pensavo

E’ più potente di quel che pensavo

Ve la ricordate la battuta: “E’ più potente di quel che pensavo”? La pronunciavano quasi tutti i supereroi Marvel Corno degli albi anni settanta. Arrivava un super-nemico con armi e tutina nuove fiammanti e l’Uomo Ragno di turno alla prima sventola si scuoteva pensando il baloon di cui sopra. E che forse stavolta non ce l’avrebbe fatta a batterlo. Poi regolarmente vinceva, ma per un pelo, a meno che non si chiamasse Thor. O Hulk.
Hulk poi quando è comparso in tv travestito da Lou Ferrigno è stato una delusione, i suoi superpoteri si riducevano ad andare al rallentatore quando si trattava di sollevare una macchina. Ah sì, era anche tinto di verde e portava lenti a contatto orripilanti. Nessuna traccia di minacce spaziali, mostri mutaforma, nemici tipo il Capo, (mutante come lui per raggi gamma ma con un testone enorme con relativo super-cervello), Boomerang, Abominio, e compagnia bella.
Girarono anche un Uomo ragno all’epoca, ma faceva pena.
Oggi la Marvel è un marchio assoluto e si coccola il vecchio Stan Lee che appare come faceva Hitchock nei film coi suoi pupilli. I quali pupilli sembrano fulmini e compiono prodezze queste sì da supereroi. Ieri ho visto Occhio di Falco (The Avengers) scoccare una freccia facendo sponda con l’aria e calcolando l’effetto flatulente di un alieno il volo, centrando il bersaglio è il caso di dire per un peto.
Potenza digitale.
Difficile che questi qui vendendosi arrivare contro una mazzata super-nemica pronuncino il fatidico: “E’ più potente di quel che pensavo”.

Pier Giuseppe Cavalli

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Cactus (olio su tela 30×40 – 2013) Pier Giuseppe Cavalli

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