Eco-Austerity

Eco-Austerity

C’è stato un periodo che in Italia le automobili circolavano a targhe alterne. Il petrolio scarseggiava, gli arabi o chi per essi avevano tagliato i rifornimenti, e senza il bisogno di invadere l’Ucraina. La faccenda venne chiamata Austerity e costrinse gli italiani a rivedere le proprie priorità in fatto di spostamenti. Una domenica andava a fare una gita fuori porta la metà popolazione dispari, la domenica dopo quella pari. Negli annali non risulta che aumentassero le vendite di biciclette, segno che la mentalità ecologista doveva ancora farne di strada (e a piedi).crisi_energetica_1973_milano_corso_buenos_aires I cantautori parlavano di petrolio (Rino Gaetano con Spendi, spandi, effendi, Bennato con Uffa uffa!). Topolino faceva andare a piedi la sua banda, in primis Paperino. Più avanti comparvero film che millantavano formule per ottenere carburante da altre fonti energetiche (La formula). Andare a piedi riportò la vita a misura d’uomo, la gente stava meno inscatolata e giocoforza più insieme, anche perché l’alto tasso di inquinamento cominciava a fare paura. Il nostro interprete più verde, Celentano, lamentava la tossicità dell’aria, la reclame della Saila menta intonava tossicchiando il tormentone: Che sapore è questo qua, è sapore di città!, al quale rimediare con una delle sue caramelle.
Giungeva voce che a Tokyo, per lo stesso problema, la gente si riforniva a distributori automatici di ossigeno. A Milano comparivano i primi vigili con la mascherina.
Il vigile sul piedistallo era un’istituzione, mica il bersaglio di canzoni arrabbiate come quella degli Skiantos, che intona Prima eri un essere umano, adesso sei un vigile urbano.
Però a pensarci bene è una categoria, quella dei vigili, poco simpatica anche al cinema, specie quando ci deve fare i conti uno come Totò, o quando la divisa la porta Alberto Sordi nel film Il vigile, che per conoscere Sylva Koscina (che interpreta se stessa) lascia la strada in balia di se stessa pur essendo in servizio.
Oggi fermare le targhe pari o dispari non avrebbe lo stesso impatto. Da una parte inquinano di meno, anche se a giudicare da certi lezzi molte usano propellenti alieni, dall’altra sono molte di più.
Il pianeta è grande e con una pazienza infinita. Probabilmente non manca molto che si verifichi uno degli scenari previsti dal Doctor Who, con un mondo trasformato in pista da automobili e le persone costrette a passare la propria vita dentro.
Anzi basta andare nel raccordo anulare di mattina, o nell’interland milanese per vedere questo tipo di fantascemenza in diretta.

Pier Giuseppe Cavalli

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Traffic rain night (olio su tela 60 x 80 – 2009) Pier Giuseppe Cavalli

Eco-Austerity

  1. Vinicio Borgato ha detto:

    benissimo, prendo atto che stai facendo passi da gigante in comunicazione, ottima per promuovere le tue opere pittoriche.

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