Buon sangue non mente

Il primo Dracula cinematografico del regista W. Murnau (Nosferatu, 1922) era davvero brutto. Saliva le scale verso la sua vittima esibendo un paio di dentoni orripilanti nosferatu-horror-movies-16124764-1287-951su una faccia slavata con pelata e occhiaie da fare invidia a quelle di Galliani. Partorito dalla penna di un maggiordomo, J. Polidoriil Conte ne ha fatta di strada, ma alla fine dove è arrivato? Ai bambolotti di Twilight e della miriade di serie televisive vampireggianti nel globo terracqueo.
Tutti belli. Tutti con occhioni da manga e dilemmi interiori che in confronto a loro Al Pacino è un pezzo di legno.
Diceva bene Pino Caruso, attore e umorista ancora tra noi (La donna della domenica, Mazzabubù), che esistono due tipi di attori: incisivi e canini. Nel caso dei vampiri dell’ultima generazione vale la seconda definizione. Ma non tanto e non solo per la recitazione o la vocazione trasfusionale, quanto per un fatto di sostanza, e cioè che il genere vampiro essendo un non morto e avendo a che fare con cadaveri, animali sozzi, e quando capita con lupi mannari mummie e cosette del genere, deve essere brutto.
O perlomeno mostruoso in senso etimologico di monstrum, ossia strano.
Brutto e strano lo era il primo, Max Schreck (un nome un destino). E Bela Lugosi (Dracula, 1931), pur rinnovando double-feature-dracula-and-bram-stokers-draculaelegantemente il personaggio, restava quello che di solito si dice con perfida galanteria un brutto che piace. Cristopher Lee? Una pertica cadaverica odorante incenso. George Hamilton nel Dracula di Polansky è belloccio, sì, ma il film non è serio e quindi il bello si perde nella parodia. E il Dracula di Coppola, Gary Oldman, non sarà brutto ma tanto bello non è, senza contare che i truccatori si sbizzarriscono a sfigurarlo manco fosse Karl Lagerfeld.
O Jabba de at.
Un’eccezione: la triade Pitt Cruise Banderas, i draculi di Neil Jordan in Intervista col vampiro. Ma a guardare bene se di Pitt non si può dire granché, Cruise ne ha per tutti essendo un sostenitore di Scientology, mentre Banderas dalle catacombe parigine è finito dentro il Mulino bianco.
Il migliore rimane Saruman-Scaramanga-Lee, che poteva entrare e uscire dalla bara di Dracula alle bende della Mummia con la nonchalance di un politico rinascimentale.
Buon sangue non mente.

Pier Giuseppe Cavalli

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Una fatiscente abitazione nella Louisiana degli anni 30 è la location ambita da una famosa industria cinematografica di Hollywood: Bela Lugosi, il grande interprete di Dracula si reca sul posto, per convincere il restio signor Jones a vendere.

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