Sulla cresta dell’onda

Ogni tanto alla tv mandano in onda (fantastica e anche surfistica definizione) vecchi telefilm degli anni settanta. Uno dei migliori, per i patiti del genere, è Spazio 1999. Nacque sull’onda (ancora lei) del successo di un altro telefilm, Ufo, e sull’intuizione che la base lunare costruita per sventare gli attacchi ufici potesse diventare lei sola il teatro di una nuova serie. Spazio 1999 appunto.
Il successo fu tale che ne fecero una seconda serie. Più loffia naturalmente. Difficile che i 2 siano meglio degli 1. Il primo King Kong è superiore al secondo, e non parliamo del terzo, quello di Peter Jackson, che è praticamente l’incubo di un gorilla imprigionato nel suo videogioco. T1 (Terminator 1) è meglio di T2 e di T3. Il T9 ha la stessa ricchezza lessicale dell’abecedario di Pinocchio. Il primo Pinocchio della Disney è meglio di quello di Benigni. terminatorMatrix è strameglio di Matrix Reloaded e Matrix Revolution. Shaft il detective, di Shaft e basta. Spiderman, di Spiderman 2 e 3. Il Signore degli anelli seppellisce Lo Hobbit (stavolta è il regista a esserci fumato il fumabile in compagnia di Gandalf). Lo Squalo è meglio dello Squalo 2 e, manco a dirlo, dello Squalo 3 che era anche D, 3D. Il cinema a tre dimensioni è sulla cresta dell’onda (di nuovo), anche se come tridimensionalità Viaggio al centro della Terra (primo film 3D dell’era moderna) ha tecnicamente più profondità di Avatar (venuto dopo). Però Viaggio al centro della Terra con James Mason è meglio del suo omonimo 3D.
Specie nelle ordinate e nelle ascisse.
Il futuro del cinema dunque è 3D, per essere dentro lo spettacolo.
E per non accorgersi dello spettacolo che c’è fuori.

Pier Giuseppe Cavalli

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African River – Olio su tela 40 x 40 – 2016 – Pier Giuseppe Cavalli (Collezione Privata)

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