Edizione esplosiva …!

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Tra i fumetti italiani più famosi degli anni settanta, Alan Ford occupa un posto di rilievo. Uscito dall’etilica immaginazione di Magnus e Max Bunker, è il fumetto grottesco per eccellenza, dove nasoni e grugni sdentati non si contano.Ma sempre in un impianto grafico elegante, e con storie ben congegnate. La bruttezza dei personaggi e il clima parodistico che si respira, lo sbragamento dei protagonisti e l’improbabilità delle situazioni non intaccano minimamente la bontà della sceneggiatura, l’aspetto giallo o avventuroso degli episodi.
Alan Ford è agente segreto del gruppo TNT, belloccio ma anche imbranato, e piuttosto ingenuo. Bob Rock, piccolotto nasuto, è il fac totum usato per gli incarichi da sottoscala. Il Conte Oliver dà un tocco di eleganza truffaldina. Geremia è praticamente uno scheletro ambulante ricettacolo di ogni tipo di malattia. Cariatide la mente demente del gruppo. Grunf l’inventore a badget limitatissimo, anzi inesistente. Soldi non ce ne sono, anche perché il capo supremo, il Numero uno, tiene tutti a stecchetto. L’unica cosa che elargisce con generosità sono le bastonate, e i racconti di quando già vecchio prendeva parte a eventi storici come la Guerra di secessione e l’assedio di Troia.
Tra i nemici, il più giustamente famoso è Superciuk: detto il nome, detto tutto.
Alcuni bei titoli: La paura fa spavento, La minaccia alcolica, Intrigo a Monte Calvo, Bombafobia.
Vengono in mente I soliti ignoti, quando Monicelli si inventava una Gassman tartagliante col cotone in bocca e la fronte ribassata, Capannelle (il vecchietto sdentato) e il siculo (che poi era sardo) piccolo e fetente (Tiberio Murgia). O certe scene di Brutti, sporchi e cattivi, con Manfredi guercio tirchio e maligno, patriarca di una baracca maialesca. O dei Nuovi mostri, quando (sempre) Gassman e Tognazzi, due cuochi di una becera trattoria romana, si menano di brutto in cucina arricchendo i piatti con sigari e scarponi, scaracchi e un parrucchino (e i clienti radical chic ovviamente sdilinquiscono per il gusto forte dei manicaretti).
Il fumetto di Alan Ford però conserva una sua ingenua levità, non è toccato dalla cattiveria di quei registi. Del resto la base del gruppo non è nell’italica scarpa, ma a New York.
In un negozio di fiori.

Pier Giuseppe Cavalli

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