L’oco dell’Orinoco

Che il Gran Mogol sia in realtà il fratello gemello di Ciccio? Difficile. Intanto i personaggi della banda Disney raramente sono fratelli. Di solito si parla di cugini, zii, nipoti, e il caso di Qui Quo e Qua o di Emy Evy ed Ely è più un effetto speciale di sdoppiamento, anzi striplamento, che il disegno di caratteri distinti. A ben guardare Ciccio è agli antipodi rispetto al capo delle Giovani Marmotte: pigro e trasandato il primo, marziale e operativo il secondo, sovrappeso e sempre assonnato l’aiutante di Nonna Papera, atletico e arzillo il Gran Mogol. Ma del resto si sa che non basta essere gemelli per venir fuori uguali.
Anzi.
Ne sanno qualcosa Danny De Vito e Swarzenegger, oppure Pulici e Graziani. E che dire del Dottor Jekyll e Mr Hyde, del Visconte dimezzato, di Zagor e Supermike?
Il mondo è pieno di doppioni, un inquietante adagio popolare dice che ognuno ha almeno un sosia in giro da qualche parte. E naturalmente questo sosia arriva quando tu te ne sei appena andato giusto per incasinarti. Hai appena fatto una buona azione? Subentra lui e ne fa una cattiva.
Una fregatura, i doppioni. Specie se hanno l’intenzione di sostituirti come gli Ultracorpi del film. Basta che ti addormenti che qualcuno entra furtivamente in camera e ti mette a fianco del letto un bacellone. Ci pensa lui durante la notte a copiarti, e alla mattina quando ti svegli non sei più lo stesso.
Sei lui.
Manie paranoidi che nascono dal senso di inadeguatezza della nostra specie nata su quattro zampe, alzatasi su due per vedere cosa c’è fuori dalla finestra, destinata a incurvarsi su tre per rientrare infine in un bel bacellone di legno. Saremo all’altezza? Non è che sto sbagliando? Cosa diranno di me? Dubbi con cui si convive tutta la vita e che spesso prendono il sopravvento dandola vinta agli ultracorpi.
Meglio fare come Ciccio che, risvegliatosi un mattino col Gran Mogol in camera che lo guardava severo, si è stiracchiato voltandosi dall’altra parte per continuare il suo viaggio nel paese di cuccagna, sulle rive dell’Orinoco.

Pier Giuseppe Cavalli

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Le Acque Abitate – olio su tela 80×60 – 2010 Pier Giuseppe Cavalli

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