Pillole filosofiche

Fare domande non va più di moda. Prima sì, o perlomeno la trasmissione televisiva più seguita dagli italiani era quella di Mike Bongiorno. I quiz imperavano.
Oggi nessuno si prende più la briga di domandare questo o quello: semplicemente va su internet, si informa. Così l’arte di farsi e fare le domande si eclissa, nel senso che non essendoci più contraddittorio ci si ferma alla prima risposta. Anche se è vero che navigando in rete le curiosità fioccano e si salta da voce a voce con rapidità allarmante.
E probabilmente senza che le nuove conoscenze si sedimentino. Ma poi, a guardar bene, a cosa serve ‘sta sedimentazione? Forse, magari, a non essere solo curiosi ma anche consapevoli.
La stessa filosofia, per non parlare della scienza, si fonda su domande.
I dogmi invece sono certezze.
Tra domanda e risposta verrebbe da scegliere la seconda.
Sbagliato. Intanto perché senza domanda non esiste risposta, mentre ci possono essere domande che (per ora) non
hanno risposta. Bisogna stare attenti però a non fare la domanda sbagliata, come lo scienziato nel fulminante racconto di Frederic Brown La risposta, quando chiede al supercomputer più potente dell’universo se ci sia Dio, per sentirsi dire la risposta sì, adesso dio c’è.
A riprova di come tanto sapere non necessariamente faccia fare passi in avanti, Umberto Eco scrisse di Mike Bongiorno che, pur avendo a che fare con i tesori dello scibile umano, la cultura non l’aveva mai intaccato.
Le sue erano domande da telequiz, con la risposta già pronta nella busta.

Pier Giuseppe Cavalli

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Eruzioni Vulcaniche – olio su tela- 20×20 – 2016 Pier Giuseppe Cavalli

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