Io non imito, copio!

Io non imito, copio!

Quando Ray Davies, leader dei Kinks, vide uscire l’album Tommy degli Who cadde in depressione: gli avevano tolto il titolo di autore della prima opera rock della storia. Il suo Arthur infatti, pur essendo stato concepito prima, uscì dopo l’album della band di Townshend.
Quella di essere originali è una fissa mica da poco. Eppure si tratta di un’invenzione relativamente recente, viene dall’Ottocento. Sono gli scrittori romantici a dire per primi che il genio poetico deve essere originale. Prima fregava niente a nessuno di essere i primi ad aver scritto quella tal cosa. Tipo Shakespeare: mica perdeva il sonno all’idea che la storia di Amleto non era farina del suo sacco. O Ariosto, che riciclò il suo Orlando da Boiardo, il quale l’aveva
preso dai francesi.
Guai a dirglielo però, ai francesi e alla loro grandeur, che come canta Paolo Conte le balle ancora gli girano per la faccenda di Bartali.
E Omero? Se avesse dovuto inventarsi da zero l’Iliade, saremmo ancora lì ad aspettare.
Meglio dar retta a De Chirico, per cui non bisogna essere originali ma originari. Che più o meno potrebbe voler dire che l’artista vero attinge sempre alle radici dell’essere umano, uguali a se stesse a prescindere dal luogo e dall’epoca.
O meglio ancora a Picasso che va giù duro affermando: “Io non imito, copio!
La società di massa nella sua essenza.

Pier Giuseppe Cavalli

10603278_309230999262195_1464152077524482874_n (1)

el bazar

El Bazar Concepimento, creazione e morte di un’opera “concettuale” L’idea di srotolare un’opera partendo se non dall’oggetto dal concetto di carta igienica mi è sembrata subito proficua…

 

Io non imito, copio!

  1. Pingback: Pillole PoP

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pillole PoP - © 2018