Se sei americano te la cavi sempre

Se sei americano te la cavi sempre

Alec Guinness pensava di possedere il dono della preveggenza. Avvertì James Dean che gli mostrava entusiasta la sua Porsche di non salirci sopra: se lo avesse fatto, una settimana dopo sarebbe andato a schiantarsi. L’idolo delle teen-agers non gli diede retta e il risultato è noto.
Sarà per questo che vent’anni dopo quelli di Hollywood proposero a sir Alec la parte di Obi-Wan Kenobi, il cavaliere Jedi di Guerre stellari.
Lui la forza ce l’aveva sul serio.
I poteri paranormali hanno sempre affascinato il cinema. L’elenco è legione. Se non è forza è luccicanza, e così il piccolo di Una splendida festa di morte, meglio noto come Shining, avverte i pericoli nascosti nell’hotel maledetto, uno dei quali è proprio suo padre, Jack Torrence in arte Nicholson, praticamente lo scrittore più sfigato della letteratura.
Si isola per scrivere e non riesce a riempire uno straccio di foglio; diventa matto e ammazza solo il cuoco tornato per salvare il bambino; cerca di far fuori la moglie in bagno, il figlio nel labirinto, e fa la fine del pupazzo di neve.
Zoppo come Vulcano, disorientato come il Minotauro.
Maghi e streghe sullo schermo non si contano. Da Veronica Lake a Kim Novak, da Houdini a Harry Potter, e con quest’ultimo però siamo in Gran Bretagna, dove il feeling coi fantasmi è particolare.
Nel film british La casa sulla scogliera il fantasma che (s)compariva verso la fine venne tolto dalle pellicole proiettate nei cinema inglesi, dove si vedeva Ray Millan lanciare qualcosa sulle scale verso… niente.
Un fantasma, appunto.
Anche Richard Burton nel Tocco della Medusa vede cose, sgretola chiese.
E Gandalf? E quell’imbroglione del Mago di Oz? Casper?
In Gravity la protagonista, Sandra Bullock, vede un fantasma perfino nello spazio. Toc toc bussa il suo compagno di cosmo alla navicella in cui si è rifugiata. Niente ascia, siamo inglesi, verrebbe da dire. È George Clooney che torna in spirito a convincerla che ce la può fare.
E ce la fa.
Se sei americano te la cavi sempre, perfino gli spettri ti aiutano.

Pier Giuseppe Cavalli

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La clessidra del mago – olio su tela 30×40 – 2006 – Pier Giuseppe Cavalli

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