Fatti, non parole!

Fatti, non parole!

La rubrica della posta aveva la funzione di gettare un ponte tra il mondo patinato e favoloso degli eroi a fumetti e quello grigio dei lettori, di solito bambini. Letta l’avventura, restavano dubbi da togliere e in casi delicati come invasioni aliene e tesori nascosti i genitori risultavano ancora più incompetenti del solito.
Topolino poteva risolverti dubbi sportivi con Qui vi parla Niccolò Carosio: quanto era alto Vernacchia, centravanti dell’Atalanta? Chi aveva fatto più aces a Wimbledon?
Oppure la Segretaria per tutti ti trovava un cucciolo di cocker pezzato.
E che dire di Salvator Gotta risponde a…: Quando un veicolo spaziale tocca il suolo lunare, cosa fa? “Alluna”?
Più terra terra le domande negli albi dei supereroi. Vorrei notizie dettagliate sul bastone che usi nelle tue avventure (da Devil telegraph). Chi è per te l’avversario più temibile? Il Dottor Octopus, L’Avvoltoio o Jameson, il direttore del giornale che ti vuole morto? (da La tela del ragno). Quanto può allungarsi Mr Fantastic (da Fantastic posta).
Altri tempi.
Certo che l’elasticità del capo dei Fantastici quattro ha sempre solleticato più di un lettore. Soprattutto gli adulti.
Un altro modo per far parte del mondo dei tuoi eroi erano le raccolte di figurine, quelle dei calciatori soprattutto. Che potevano servire anche per elaboratissimi scambi dove imparavi i rudimenti dell’economia (ti do un Boninsegna e tu in cambio mi dai tutta la difesa della Ternana); o per lanciarle come frisbee; o per fissarle con una molletta ai raggi della bici per farle schioccare.
Quando poi i fumetti approdarono in tv con le trasmissioni Gulp e Supergulp fu l’apoteosi.
Era l’avvallo più importante, quello dell’elettrodomestico preferito, che fin lì ai fumetti aveva sempre preferito i cartoni e, al limite, i disegni animati (vai a capire poi la differenza).
Così i vari Alan Ford, Corto Maltese, Sturmtruppen e anche i Marvel americani entrarono nel tubo catodico.
Con una piccola ma significativa differenza: i fumetti italiani (certo qualitativamente superiori) erano proprio fumetti, ossia vignette inquadrate e lette da voci fuori campo; quelli americani erano cartoni animati, ossia figure in movimento. Parafrasando lo slogan degli elettrodomestici Rex: Fatti, non parole.

Pier Giuseppe Cavalli

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E il calciomercato? No, dico, certi calciatori sono come i soldati del seicento, che presi prigionieri venivano arruolati dal nemico e cambiavano divisa …

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