Veni, vidi, goal!

Veni, vidi, goal!

Il calcio in bianco e nero aveva il suo fascino. Intanto obbligava le squadre a una maglia di riserva da indossare fuori casa, se gli avversari ce l’avevano simile. Ad esempio Inter e Atalanta erano nerazzurri, per cui a Bergamo l’Inter si presentava in bianco mentre a Milano era l’Atalanta a cambiarsi i connotati.
Così si aiutava anche l’arbitro, che altrimenti avrebbe potuto confondersi più ancora del solito.
E I radiocronisti del mitico Tutto il Calcio minuto per minuto.
C’erano poi squadre a cui non gliene poteva fregare di meno dei colori, avendo scelto in partenza un look in bianco e nero: l’Udinese, il Cesena, e naturalmente la Juventus.
Anche i giocatori erano abbastanza anonimi, a parte i capelli abbastanza lunghi, le basette e i baffi negli anni settanta.
Barbe, poche. Qualche pelata compariva camuffata da riporti che la corsa faceva alzare frustando l’aria. Quello di Charlton è il più famoso, oppure quello di un’ala fortissima della Polonia terza ai mondiali del ’74: Lato, un nome un destino.
Baffoni ce n’erano: Causio e Sala, Pruzzo e Benetti. Mazzola. Rivelino.
Più indietro le immagini si fanno smunte. Spicca il pallone degli anni cinquanta proprio per la sua pallonità: non ancora bianco e nero ma di cuoio color cuoio, una specie di attrezzo preistorico che con la pioggia rischiava di deformarsi.
Se poi parliamo anche di fantasmi, che dire del gol più famoso di tutti? Nella finale tra i presunti maestri inglesi e la solita Germania, venne convalidato una rete che non lo era, ma parafrasando Boskov goal c’è quando arbitro dà.
Del resto il mondiale si giocava proprio in Inghilterra e spesso la squadra di casa è favorita. Quell’anno il Brasile dopo due mondiali vinti consecutivamente si era preso una vacanza. L’avrebbe rivinto contro di noi, in Messico, quattro anni dopo. lasciandoci titolari della più bella partita di sempre, l’immortale semifinale Italia Germania 4-3.
Rivera, subentrato a Mazzola nella famosa staffetta, aveva appena permesso ai tedeschi di pareggiare, non coprendo il palo della propria porta come gli aveva chiesto il nostro portiere Albertosi.
Per rimediare, andò di là e segnò il gol decisivo.
Veni, vidi, goal!

Pier Giuseppe Cavalli

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Piergiuseppe cavalli – White baloon olio su tela 20×20 – 2015

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