Tutto il calcio minuto per minuto

Premesso che a forza di operazioni nostalgia c’è il rischio, prima o poi, di restare sotto i ferri: ma Sandro Ciotti ed Enrico Ameri ce li siamo dimenticati? Era il Calcio minuto per minuto trasmesso tutte le domeniche alla radio, che generava Frankenstein muniti di radiolina appiccicata al timpano.

Così son buoni tutti

Spesso i doppiaggi fanno brutti scherzi. In un western degli anni trenta, Prateria in fiamme, il doppiatore italiano fa dire “Camerati!” a uno dei cowboy. Mentre ne Il posto delle fragole di Bergman la battuta che in originale recita più o meno Perché credere in Dio? viene biecamente tradotta in “Perché dobbiamo discutere di Dio”? 

Calciobalilleide

Gioco vintage per eccellenza, ha caratterizzato le spiagge, gli oratori e i bar per decenni. Finché ci sono state spiagge oratori e bar. Un giorno è avvenuta la sostituzione. Di notte probabilmente.

Alice non abita più qui

Gli schermi hanno sempre stimolato gli scrittori, a partire dallo specchio delle mie brame. Chissà chi rispondeva alla strega? Forse il Grande fratello, che certi pensano ancora sia il titolo di un romanzo e non quello del noto format televisivo. Format il cui logo è un occhio, tipo occhio di Ra, il dio egizio.

Surrealissima

Il poeta e il contadino fu una trasmissione di rottura. Due cabarettisti milanesi, Cochi e Renato, bucarono il video con una comicità che oggi si definisce demenziale, all’epoca era detta surreale, e tra qualche anno sarà definitivamente incomprensibile. Già allora la maggioranza degli spettatori non la capiva:

A letto dopo Carosello

Carosello era il limite oltre al quale si estendeva la regione ignota dei programmi degli adulti. Ma non nel senso di trasmissioni osé, perché il massimo che vedevi erano le gambe nude delle ballerine di Studio 1 o Canzonissima, o il film del lunedì sul Primo.

Le Cattedrali del futuro

Vip, mio fratello superuomo è uno dei primi film di animazione italiani. I disegni di Bruno Bozzetto virano verso lo scarabocchio infantile: le navi cavalcano flutti aggrovigliati di onde, gli aerei scorrono in cielo come appiattiti da un acchiappamosche, i personaggi coi due occhi di profilo sembrano passati prima attraverso una camera ottica egiziana, poi in un cassetto rovistato dalla mamma, infine estratti dalle tasche di un bambino.

La flotta di Vega

Sul settimanale a fumetti l’Intrepido c’era una rubrica dal titolo Cronache del mistero curata da Luciano Gianfranceschi, che si sbizzarriva pescando nel pentolone esoterico complottistico e congiuristico. L’Impero Mu contro Atlantide,

La leggenda di Robin Hood

In principio fu Douglas Fairbanks Junior, coi sottotitoli e il pianista in sala. Poi è stata la volta di quel portento di Errol Flynn, venuto direttamente da un paese fondato da galeotti, l’Australia, per depredare galeoni (Capitan Blood) e ricconi (Robin Hood, appunto). 

A pensare male ci si azzecca sempre

Nel 1971 uscì un film profetico: In nome del popolo italiano, di Dino Risi con Gassman e Tognazzi. Si parlava di tangenti e c’era un giudice integerrimo che ce l’aveva a morte con un intrallazzatore megalomane.

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