Tutti vittime di un complotto

Nei film poliziotteschi anni settanta muore un mucchio di gente. Anche bambini. Il che fa capire che aria tirasse in Italia col terrorismo. Perfino un duro come Mario Adorf si vedeva ammazzare la figlia davanti agli occhi (La mala ordina), salvo poi farsi giustizia con una serie di inseguimenti e ammazzamenti degni dell’Iliade. 

Il wurstel e la taranta

L’esterofilia è un virus piuttosto di moda nell’italico stivale. A parità di valore un giocatore straniero viene comprato e idolatrato dalla squadra di culto mentre quello italiano viene venduto e dimenticato in provincia. La musica italiana è bollata come una pizza, senza offesa per la pizza che invece si fa valere anche all’estero.

I cellulari hanno fregato Superman

Su Paperinik sono state scritte cose calunniose che è d’uopo qui rettificare. L’accusa più infamante è che sarebbe stupido da parte sua credere che gli altri credano che lui sia davvero un supereroe con tanto di identità segreta e non lo sfigato che è realmente.

Il mio nome? Nessuno

Passi che Ulisse per mettere nel sacco Polifemo gli dia false generalità. E passi anche che Terence Hill in “Il mio nome è nessuno” si faccia chiamare appunto come Ulisse. Sono strategie, vezzi, ci si mimetizza con l’ambiente circostante per saltare fuori all’improvviso e colpire.

Sì … viaggiare

Napo Orso Capo, si sa, è il plantigrado ecologista per eccellenza, si sposta insieme ai suoi fidi mettendo in moto una moto che non c’è. Basta dare una pedalata all’aria (oggi si fa fatica a immaginarlo, visto che le accensioni sono elettroniche) e compaiono due cerchi vorticanti a mo’ di ruote, gli orsi ci balzano su e via che partono.

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